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La riserva nei concorsi va riconosciuta anche al Servizio civile nazionale. La nostra vittoria al Consiglio di Stato

La riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici, espressamente prevista dall’articolo 1, comma 9-bis del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2023, n. 74 per i soli operatori volontari che hanno concluso il Servizio civile Universale senza demerito, va riconosciuta anche in favore degli operatori volontari che hanno concluso il Servizio civile Nazionale senza demerito.

Dopo la pronuncia favorevole del Tar Lazio sul ricorso proposto in favore di una candidata al concorso a cattedre che avendo prestato il Servizio civile Nazionale rivendicava il riconoscimento della riserva del 15% prevista dal Dl 44/2023 per i soli operatori del Servizio civile Universale, in seguito al ricorso in appello proposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito si è pronunciato con ordinanza del 3 settembre anche il Consiglio di Stato.

Nel respingere le tesi del Ministero, e condividendo la nostra linea difensiva, i Giudici di Palazzo Spada hanno rilevato che i due servizi vanno ritenuti equipollenti ai fini del riconoscimento della riserva dei posti nei concorsi pubblici, anche alla luce degli indici normativi che depongono nel senso di una equiparabilità del servizio civile nazionale al servizio civile universale (cfr. artt. 1, comma 1, e 26, comma 1, d.lgs. 6 marzo 2017, n. 40), come anche da ultimo riconosciuta dall’art. 4, comma 4, del d.l. 14 marzo 2025, n. 25, ai fini del beneficio della riserva del 15% dei posti.

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